giovedì 23 agosto 2012

...Buonanotte...


Apro la finestra per far entrare un po’ d’aria in questa serata caldissima di una giornata bollente. Mi fermo a respirare quell’aria nera che decide di rinfrescarmi, ed esco sulla terrazza. Che bella notte! Le stelle mi guardano e vogliono parlarmi e io mi affaccio alla ringhiera per guardare l’orizzonte, mentre penso a cosa dir loro. La Luna mi sorride: secondo me conosce già le mie mosse. Mi legge come se fossi un libro aperto. Mi decido. Stanotte la passo con Lei.
La passo a confidarmi con le stelle, a fare gli occhi dolci alla luna e a pensare a tutto. Stanotte non ho paura di pensare. La passo lontano da internet, playstation, telefoni, letto, twitter. Questa è la mia notte. Non so quale istinto primordiale mi dice che voglio rimanere fuori, fatto sta che lo farò.

giovedì 12 luglio 2012

Avrei voluto più tempo

Avrei voluto avere più tempo per conoscere meglio mio nonno; avrei voluto più tempo prima di vedere mia nonna triste; avrei voluto più tempo per sapere tutti i segreti che custodisce mio zio. Avrei voluto più tempo per salutare le cose a me più care.
È più facile affrontare la morte di una persona che amiamo o il fatto  che sappiamo che lei si sta allontanando definitivamente e volutamente da noi? Non so rispondere, ma so che è peggio vedere quella persona da lontano, che ride e scherza con altre persone sconosciute, che non ci riconosce neanche. Perché è questo che succede quando ci si lascia, ed io sto per essere lasciato (di nuovo, che ce se pò fa?) ma non da una persona: sto per essere lasciato da una casa. Certo non è la stessa cosa. No, infatti è peggio.

martedì 10 luglio 2012

Estate


Una fontanella d’acqua nel centro storico, giocare con gli amici sulla spiaggia, fino alla sera. Piazza del Popolo dall’alto, col cielo infuocato di mille sfumature. Lo stridulo rumore delle posate che grattano sui piatti della gente che cena in veranda. È il sudore dell’amante che si mescola al tuo. È la canottiera che ti graffia la schiena dopo una giornata al mare. Una zanzara che ti sveglia nella notte per chiederti da bere. È il sollievo dal terrore che la sveglia non abbia suonato, una volta scoperto che sono le 10; una serata al pub con amici, birra e belle ragazze che non ti si filano. È annerire le figure, al tramonto, sul mare, in lontananza.
Non è vacanza, sole, mare, caldo. Non è un gelato che si scioglie, non il falò di ferragosto e neanche una piscina azzurra. Non sono ragazze che si sdraiano a prendere il sole, ma la mano che tieni alla fidanzata mentre ti riposi dopo pranzo sul divano. Non è il sudore che continua ad irrigarti la schiena, ma un campo di girasoli che si stanno per seccare. È un libro di uno studente che impreca. È il libro di un altro che si appassiona. Non è la luce fino alle 9, ma l’alba alle 5.

È un tramonto verso il mare, visto da lontano, che scolora le figure.
È  l’odore di pèsca e di pésca al mercato la mattina presto.
È il fischio del vento che porta un po’ di sollievo.
È la pelle bagnata dell’amante dopo l’amore.
È un enorme castello di sabbia, costruito sporcandosi tutti, ma destinato a crollare.

È l’estate.

lunedì 25 giugno 2012

Just call me “The Spoon”


Non so bene che ore fossero quando Italia e Inghilterra hanno cominciato ad affrontarsi ai rigori. So solo che al 5° rigore ero certo che avremmo vinto noi. Non perché sono un guru o chissà cosa dello sport, ma un po’ ormai lo capisco, e quando un giocatore fa una prodezza come quella di Pirlo, l’epilogo non può che essere uno: la sua squadra vince!
La squadra vince perché ha giocato meglio, la quadra vince perché lo merita, la squadra vince perché è più forte e la squadra vince perché un signore di nome Andrea Pirlo ha fatto notare agli avversari, e a circa mezzo miliardo di altre persone, tutte queste cose allo stesso momento.
Quando fai sport e devi affrontare degli avversari, non è facile relazionarsi con loro: possono essere tuoi amici, tuoi nemici, puoi vincere di tanto o perdere di tanto, o la partita può essere tirata, e infine potresti essere superiore oggettivamente ma non riuscire a spuntarla, o inferiore e vincere. Come trattare l’avversario in tutti questi scenari differenti? Non è facile per niente.
Il rispetto è la prima cosa. Detto questo tutto è secondario.

giovedì 21 giugno 2012

In fondo cos’è un bacio?


Un momento rubato 
Ad un dialogo sentito,
un ballo abbracciato
in un lento infinito,
uno sguardo eloquente
che tutto racconta
senza dir niente,
ma con grinta.
La paura si affronta
Se vuoi il risultato,
se davvero ti importa
La persona che hai amato;
si ferma il tempo
e tutto sparisce 
forse è un lampo 
Ma l’amore cresce. 
Un bacio senza scampo 
e se non finisce
Sarà sempre bel tempo.